“Carlin ci ha insegnato che tradizione non significa immobilità. Che la memoria non è un museo, ma materia viva da interpretare con intelligenza e rispetto. Che l’identità non si costruisce chiudendosi, ma aprendosi al dialogo tra culture, territori e generazioni.”
(Manifesto della cucina del futuro, Cesare Battisti, Rizzoli)

Il tema scelto per l’edizione 2026 è Radici in Movimento, con l’obiettivo di guardare alla tradizione non come ricordo nostalgico ma come materia viva, capace di restituire dignità culturale al cibo e dignità umana a chi lo produce. Una tradizione dinamica, in grado di rispondere alle sfide del cambiamento climatico, dello spopolamento rurale e delle diseguaglianze economiche e sociali.

«Mangiare è un atto politico ed etico – dice il presidente di Slow Food Messina, Nino Mostaccio – e il cambiamento è una scelta quotidiana. Non vogliamo custodire il passato come si custodisce una reliquia: la memoria è uno strumento per costruire il futuro. Quest’anno Mangia e Cambia mette insieme chi produce con rispetto, chi cucina con visione e chi viaggia con consapevolezza, perché è da questo incontro che nascono territori più giusti e comunità più forti».

MANGIA E CAMBIA 2026

Come negli anni scorsi, anche quest’anno l’evento, che si svolgerà nei giorni 27-28-29 novembre, sarà preceduto da una serie di appuntamenti che metteranno a fuoco i temi che verranno sviluppati nel corso delle giornate.

Ancora una volta, il cibo sarà l’elemento centrale attorno al quale costruire percorsi di consapevolezza.

Ragioneremo su come, attraverso la memoria e le tradizioni, restituire dignità culturale al cibo e dignità umana a chi lo produce. In un tempo segnato da cambiamento climatico, spopolamento rurale e diseguaglianze, vogliamo ribaltare la prospettiva: fare della tradizione una materia viva, capace di guardare al futuro. Attraverso incontri, laboratori e racconti, proveremo a costruire traiettorie e paradigmi utili alla causa di chi coltiva, pesca e alleva con rispetto.

Mangia e Cambia 2026 si muoverà con questo spirito, riunendo voci, mani e sapori da tutta la Sicilia, dall’Italia e dal Nord Europa per dare nuove radici al futuro. Un viaggio fatto di confronto, mostre, musica e cucina, dalla candidatura UNESCO dello stoccafisso alle storie della piccola pesca dello Stretto, che si concluderà con intense giornate di festa per ribadire che non ci sarà vero futuro finché mancheranno giustizia e dignità per chi nutre le nostre città.

L'Evento

Il cibo è il linguaggio più antico: prima ancora delle parole, gli esseri umani hanno comunicato cucinando e condividendo. Mangia e Cambia 2026 sarà un evento in cui Messina Urban Food Policy e la rete che rappresenta racconteranno, quindi, la tradizione come materia viva, capace di restituire dignità culturale al cibo e dignità umana a chi lo produce, e lo faranno in un contesto internazionale.
Per tre giorni, Messina diventerà un crocevia tra il Mediterraneo e il Nord Europa, ospitando mercato, incontri, forum, laboratori del gusto e degustazioni, valorizzando cultura, identità e territorio. In questo contesto, ci chiederemo come la memoria possa diventare uno strumento per affrontare il cambiamento climatico, lo spopolamento rurale e le diseguaglianze, partendo dal presupposto, comunque, che la tradizione non sia nostalgia ma radice che si muove e che, dove c’è cibo condiviso, nascono incontro e comunità, essendo la tavola comune la prima forma di inclusione concreta.

Il luogo

Piazza Unione Europea

Mangia e Cambia 2026 si terrà a Piazza Unione Europea, nel cuore di Messina, di fronte a Palazzo Zanca, sede del Comune. È una delle piazze più ampie della città e una delle poche che si aprono sul mare: un tratto della cortina del porto lasciato libero dagli edifici, affacciato sullo Stretto. È un luogo aperto, di passaggio e di incontro, la porta d’acqua attraverso cui la città ha sempre accolto merci, storie e persone.

Il palazzo municipale fu progettato da Antonio Zanca e realizzato nel 1924, nello stile neoclassico, durante la ricostruzione dopo il terremoto del 1908. Sulle sue facciate sono visibili sculture come la Regina di Peloro e due sirene, oltre ai bassorilievi che raffigurano Dina e Clarenza, le eroine dei Vespri siciliani. Nella piazza, rivolta verso lo Stretto, si trova una statua di Messina in memoria delle vittime del 28 dicembre 1908: un richiamo alla fragilità e alla capacità di rinascita della città.

Ospitare il mercato, i talk e i laboratori proprio davanti alla casa della città significa portare il cibo al centro della vita pubblica, nel luogo in cui si prendono le decisioni, e rendere le politiche alimentari un tema che appartiene a tutti.

La piazza è facilmente raggiungibile a piedi dal centro storico, a poca distanza dal Duomo, ed è servita anche dai mezzi pubblici.

Qui produttori, pescatori, allevatori e casari incontreranno cittadini e famiglie: un luogo di radici profonde e di continuo movimento, come il tema di questa edizione.

Mangia e Cambia 2026

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